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MV AGUSTA BRUTALE 1078 RR

MV Agusta

L’amore era nato diversi anni fa, quando vidi la sua sorellina minore: la 7 e mezzo. E io che sono un ragazzo “facile”, ossia mi innamoro in fretta, non avevo resistito e dopo alcune notti di semi-insonnia avevo permutato la mia gloriosa CBR900 (la quarta di seguito che avevo!!) con Lei. Nel tempo l’amore si è rafforzato e così, eccomi ora possessore dell’ultimo modello: la 1078, per l’appunto.

Che dire di questa moto che già non si sia letto sulle riviste: tutti sanno che ha un poderoso 4 cilindri 20 valvole, a nessuno di sicuro è passato inosservato il famoso telaio a traliccio e piastra in alluminio in bella vista, che tiene imbrigliati 145 cavalli…che non sono mica cavalli normali, ma puledri purosangue che sgambettano di brutto pure da fermi!!

Da ferma: è, secondo me, un’opera d’arte. La sua estetica dura senza modifiche ormai da parecchi anni come solo a poche altre moto così specialistiche è capitato. Ci sali sopra e, pure per me che posso dichiarare “solamente” 167 cm di altezza, è piccola: tocco discretamente con entrambi i  piedi e il manubrio è “sotto il naso”. Le manovre da fermo non sono quindi un problema. La sella è abbastanza comoda, anche se piuttosto dura. MV_Agusta_Brutale

Tutti i comandi sono buoni e di ottima finitura. Un solo appunto:  non ho mia capito perché sulla Brutale (e solo su di lei, perché sulle F4 che ho visto non è così), nel blocchetto sinistro, il comando del clacson sia sopra a quello delle frecce. Molto più ergonomico e comodo sarebbe averlo sotto: il pollice infatti - nei casi di vera emergenza – lo troverebbe subito, senza per forza dover “scavalcare” il deviatore delle frecce. Mi è capitato infatti di provare a suonare…schiacciando il deviafrecce!! La strumentazione che si ha sott’occhio è ben leggibile e bella: il fatto che non ci sia nemmeno un misero strapuntino che si finga cupolino, non deve preoccupare più di tanto…almeno quelli che sono alti come me. Tutti gli altri invece si!!! Il sottosella e abbastanza capiente: occhio alla serratura che spesso tende a svitarsi (mi era successo anche sugli altri modelli).

La forcella con i suoi due “tosti” steli (da 50 mm) fa, oltre che il suo gran dovere, un bel figurone, e dona alla moto un “muso bello cattivo”, associata al faro che, per quello che ho visto successivamente alla nascita della Brutale, ha dato il via a una dei tanti modi di nuova interpretazione di tale accessorio. Le ruote, Marchesini in alluminio, sono di disegno bellissimo e ho provato a tenere in mano i cerchi senza gomme e dischi: fa impressione quanto siano leggeri, a tutto vantaggio poi della bassa inerzia che trasmetteranno dinamicamente.

In sella:  l’accendi e ti accende, diceva una pubblicità di alcuni anni fa. Ci mette un attimo ad entrare in temperatura: inizialmente borbotta un po’ ma si regolarizza in fretta. E con altrettanta fretta si scalda… e continua a scaldare. La ventola, girando in città, è spessissimo accesa, con grande gioia del pilota, specie quando fa caldo e magari ci si ferma al semaforo!

MV_Agusta_Brutale_1078_RRDa quando si inserisce la marcia e si apre il gas per muoversi, si capisce che si ha a che fare con una bomba: in prima è praticamente impossibile mantenere l’avantreno a terra. In seconda è praticamente impossibile mantenere l’avantreno a terra…ops…l’ho già detto!! In terza è una violenza e basta un minimo dislivello sulla strada che ti ritrovi ancora la ruota davanti che vola!! Sarò malato, ma per me è una libidine. Oltretutto se si pensa che basta comunque non ruotare tutta la manopolina di destra e ci si ritrova a guidare un pony!! La moto ha infatti una doppia faccia: se da una parte è una sportiva pura, strapotente e agilissima, dall’altra ti sa anche portare in giro in tutta tranquillità. Su questo modello il fastidioso on-off che si lamentava sui precedenti è decisamente meno avvertibile, anche se non del tutto sparito. L’abbondanza di cavalleria (quasi 147 alla ruota) è ben distribuita e, volendo, offre la possibilità di guidare senza usare troppo il cambio.

Per una naked, che invita ad essere usata tutti i giorni, dalla strada per l’ufficio alla gita con la morosa o alla pista, queste sono caratteristiche che contano e fanno  la differenza: questo motore è ben dotato anche ai bassi, contrariamente a quanto normalmente avvenga nei 4 cilindri. Dà sicuramente il meglio di se ali alti regimi ma spinge di brutto anche ai bassi, come fosse un tre cilindri!!

Per tornare alla guida: la moto è veramente leggera. Scendendo da altre moto bisogna riparametrare molte cose, ad iniziare dalla dinamica di ingresso curva: nei primi momenti ti ritrovi all’interno della stessa fin troppo stretto e devi correggere: la moto, considerate le sue quote geometriche (interasse di 1410 mm – altezza sella 805 mm – peso 185 kg a secco) è agile e si infila nelle curve con una facilità che ti sorprende! Sulle strade di montagna è gustosissima: pennellare le curve e stemperare le gomme da una parte all’altra è come andare a fare una vacanza in una beauty farm: ti rigenera lo spirito. Mi ritrovo a guidare sorridendo!! I rettilinei? A parte il fatto che bisogna sempre fare i conti con limiti e autovelox o laser, se li beve in un baleno…e qui mi ricollego al motore che è una vera bomba. Già che ci sono: mi è capitato di viaggiare in due. Mai super viaggi, ovviamente, ma in trasferte anche discretamente lunghe, la mia passeggera non ha avuto le gambe rattrappite o il “sedere dolorante”. Inoltre, fortunatamente il telaio fa il suo grande lavoro e le dona un equilibrio ottimo anche nelle situazioni piuttosto esasperate di utilizzo, che – dove si può – si possono sperimentare. Brutale7

Che dire…è una gran bella moto, appagante nella guida in ogni condizione. Poi, per i narcisisti, non è certo una moto che ti fa passare inosservato!!

Non ho ancora detto nulla dei freni: frenano di brutto!!

Portarla in pista? E’ da fare di sicuro: a parte la bellezza di questa moto quando le si tologono portatarga, specchi e frecce, è veramente divertente e redditizia anche in pista. Nel misto e a centro curva si può tranquillamente “dialogare” con moto sportive… a patto di sapere tenere a bada la continua voglia di impennarsi. Nel rettilineo la lotta è sicuramente più dura…specialmente per la botta d’aria che ti ritrovi addosso oltre i 200 km/h.

E ora mancano solo i difetti. Per la verità (e anche per fortuna, considerato quanto costa il giochino) non sono molti. Che scaldi un po’ troppo l’ho già detto: lo si nota per colpa della ventola che gira spessissimo e un pochino della marmitta vicina al piede destro. Che si debba fare attenzione alla serratura della sella posteriore anche: anche l’incastro della sella per il passeggero non è proprio il massimo Brutale5della funzionalità (io ho già perso una volta lo strapuntino del passeggero). Il cambio è ottimo in progressione, tanto che volendo ci si può anche dimenticare della frizione anche andando pianino…ma in scalata la frizione antisaltellamento provoca indurimenti che spesso, almeno sulla mia moto, sono fastidiosi alle basse/medie andature. Fortunatamente se si spinge un po’ l’andatura il problema diminuisce parecchio. Questo però è il problema che i tecnici MV dovrebbero risolvere per primo sul prossimo modello.

A proposito…ho visto proprio l’altro giorno la presentazione della nuova Brutale 1090…..quei malefici della MV ne hanno già pensate altre per stuzzicare noi bambini motociclisti. Mi sa che hanno capito che ci piace giocare!!

Stelvio Ferrara
Istruttore Guida  Sicura su Strada - GSSS Team
 

C&T N°6

CURVE&TORNANTI n°6 – Colline Toscana e Isola d'Elba: indicazioni e suggerimenti per dondolarsi in motocicletta su e giù dalle Colline Toscane e fra il mare&monti dell'Isola d'Elba.

Testi: Gianni Giorgi – Illustrazioni Carlo Cianferoni

128 pag., 10x15 cm, 10 euro.

Qualche paragrafo per completare il  viaggio iniziato con C&T n°1 Appennino Tosco Romagnolo e C&T n°2 – Appennino Tosco Emiliano, a partire da Bocca Serriola e Bocca Trabaria, per poi raccontare tutto ciò che una strada asfaltata è capace di combinare se coniugata con la bellezza della campagna Toscana. Sono le splendide curve delle colline senesi, tra via Cassia e Strada Lauretana, le pieghe tra Colline Metallifere e Alta Maremma, dove la regina è la Strada Massetana, con la sovrastante sorpresa delle curve del Monte Amiata.

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Da Bologna al Mar Tirreno alla scoperta delle curve e dei sapori dell'Appennino Tosco-Emiliano

L’Intento del viaggio è attraversare l'Appennino Tosco Emiliano a cavallo di valichi belli quanto famosi. Come cornice la natura incontaminata e gli ambienti sinceri dell'Appennino, bandiera di un’Italia minore che minore non è, tra borghi suggestivi e una gastronomia sempre sorprendente, col plus esclusivo del guidare insieme agli Istruttori di Guida Sicura su Strada della scuola GSSS. Durante ogni giornata non mancheranno le soste per degustare i prodotti tipici delle zone attraversate, alla scoperta di sapori autentici e di presidi Slow Food impegnati nella difesa e tutela del territorio.

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