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TRIUMPH TIGER V1050

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E’ stato un inverno lungo, quello scorso. Specialmente perchè ad un certo punto mi sono ritrovato appiedato….senza moto….sigh!! E allora, era ancora novembre, mi sono messo a cercare una moto usata, con l’intento di non spendere cifre esagerate e di avere un mezzo diverso da quelli che solitamente avevo già guidato. Pensa e ripensa, sfogliando le riviste e guardandomi in giro per trovare la risposta alle mie idee…ecco che mi capita sotto tiro una bella Tiger 1050 usata poco. Il tricilindrico corsa lunga di sua Maestà la Regina Elisabetta era già nei miei pensieri, anche perché in quel periodo uno sconosciuto posteggiava spesso la sua “tigre” proprio di fronte al mio cortile…quasi per stuzzicarmi!

Quando però vado dal concessionario che la esponeva per provarla, la moto non c’è già più….il proprietario l’aveva ripresa! Allora, indispettito, cerco su internet e, manco a dirlo, lo stesso giorno trovo una moto uguale a quella che avevo visto, in un paese non lontano da casa mia. Telefono subito e il sabato successivo sono già dal “tipo” a cui ho strappato telefonicamente la promessa di un girolino di prova. Il destino era dalla mia: la moto era quella che avevo visto dal concessionario!! Provata, piaciuta, trattato anche un po’ il prezzo: PRESA!! Avevo finalmente la mia nuova moto. Nella mia testa c’era l’idea di usarla nell’inverno e poi magari rivenderla in fretta. Dopo questa lunga e divagante premessa, che tornerà significativa alla fine delle mie “quattro righe”, comincio a raccontarvi un po’ di lei. Tiger2

Da ferma: il nome Tiger non è mica stato dato a caso. La linea è aggressiva. Così acquattata nella parte centrale, con il codino che spara verso il cielo e con il cupolino guarnito di due occhi veramente felini. Primo problema per me: sedersi e valutare l’altezza della sella da terra. Incredibile ma tocco con tutte e due le punte, dall’alto dei miei 167 cm. Poi però scopro che la sella era stata ribassata dal precedente proprietario (il “tipo” di prima)…comunque, tant’è. Meglio così. Sicuramente con la sella di serie, considerata la sua discreta larghezza, nonostante la sua apparente bassa quota, non proprio tutti i meno alti toccheranno con comodo.

Quando poi sei seduto, tutto è comodo e a portata di mano e di piede: dal manubrio alle pedane, ai loro comandi accessori. Ti ritrovi in una posizione decisamente “di controllo del mezzo” in maniera del tutto naturale e sei portato a guidare con i gomiti larghi, come a voler metter in bella mostra il tuo dominio sul mezzo. Forse il cavalletto (laterale) non è proprio il massimo della comodità quando lo devi cercare con il piede per aprirlo. Per abbassarlo senza sbagliare il colpo si deve imparare a sollevare la pedana col retro del tallone: operazione che comunque viene facilmente dopo alcuni tentativi! Sotto la sella si trova un vano abbastanza capiente, rispetto alla media delle moto che mi sono capitate negli ultimi anni, per riporre oltre ai classici attrezzi e eventuali documenti, anche qualche altro accessorio che può servire (giacca e pantaloni leggeri impermeabili, se ben arrotolati, ci stanno).

Tiger3L’unica cosa che esteticamente proprio non mi va molto giù è il portatarga: è una fissa squisitamente mia, ma sono un po’ allergico ai portatarga eccessivamente lunghi. Riparano sicuramente bene ed evitano di sollevare litri d’acqua (a vantaggio di chi ci segue e della nostra schiena)….ma esteticamente non sono mica belli. Personalmente sono riuscito solo ad accorciarlo un po’, ma quanto all’idea di eliminarlo, portando la targa bella alta sotto il codino….proprio non è fattibile senza distruggerlo. Gli inglesi ce l’hanno messa veramente tutta per pensare un portatarga così complicato: modificarlo in maniera radicale è scoraggiante. E non esiste, nell’after market, un ricambio che risolva il problema (come per esempio invece si trova senza difficoltà per la Speed o la Street). Pazienza.

In sella: il mio primo tricilindrico. E’ stata una scoperta. E che scoperta. Quello che scrivono i tester, quelli bravi, sulle riviste è proprio vero: unisce  la birra ai bassi del bicilindrico alla spinta decisa agli alti del quattro cilindri. Questo fa si che ti ritrovi tra le mani una moto che spinge con vigore per tutto l’arco di utilizzo. I circa 115 cv a disposizione sono portentosi e fanno il loro gran bel figurone. Sulle strade tortuose è una vera goduria poter guidare la Tiger: sempre pronta alle sollecitazioni che la tua mano destra le chiede. E se per caso si ha voglia di trotterellare, ci si può veramente permettere di usare poco il cambio: è una favola raccordare curve e tornanti con la certezza che il motore ti accompagna sempre, qualsiasi marcia sia stata innestata!! Tiger4

Il rumore del tricilindrico è molto bello: lo scarico originale, a mio parere, è un po’ troppo “fischiettante”, ma  grintoso. Senza pensarci nemmeno un secondo comunque vi dico: cambiate il terminale con uno più aperto (mi raccomando l’omologazione!). Allora si che il suono prende veramente corpo: quando giri la chiave e la accendi, si girano tutti!! In commercio, da questo punto di vista, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ho trovato la forcella un filo troppo morbida, nella taratura standard…ma a questo si risolve in fretta, divertendosi un po’ a girare le viti dei registri a disposizione. La sospensione posteriore invece, per il mio peso, si è rivelata perfetta. I freni... sarà una mia convinzione, ma i Nissin non mi entusiasmano: il feeling con l’impianto anteriore non è il massimo; potenza per la verità ce n’è, ma bisogna tirare molto la leva: nella prima parte di utilizzo, la risposta poi è troppo “pastosa”.

La strumentazione è ottima e ben visibile: la chicca (mai avuta su altre mie moto) è il computerino che calcola consumi, consumi medi, velocità medie, tempo di viaggio, km rimanenti dopo l’entrata in riserva. Molto utile, anche se i pulsanti per comandarlo non sono proprio felici: innanzitutto per molte operazioni bisogna schiacciarne due e quindi bisogna essere fermi, specie se si indossano guanti invernali che “ingoffiscono” le dita e ti obbligano all’uso di entrambe le mani.

Cambio e frizione sono buoni: lui è preciso e lei morbida quanto basta. Per quanto riguarda il cambio la cosa che mi ha più colpito – però succede solo a freddo – è che quando inserisci la prima da fermo, non senti il classico “STOCK” che quasi sempre ci accompagna in quei momenti (a caldo è molto più raro). Per informazione: avendo fatto un viaggio piuttosto lungo, ho sostituito le gomme di serie (Michelin Pilot Road) con le nuove Pirelli Angel: ottima accoppiata e tra l’altro, dopo 11.000 km non sono ancora finite!

Tiger5In due? La sella è comoda, come prima già dicevo. Il passeggero è più in alto del guidatore e con il piano di seduta in leggera discesa, quindi…..questo è sicuramente “utile” quando si porta la morosa o l’amica…penso tutti mi capiscano!! La guida ad alte velocità è senz’altro buona: il cupolino, almeno per le persone della mia taglia, ripara in maniera soddisfacente sino a 170 km/h. Oltre anche io mi devo abbassare un po’, perché la pressione dell’aria comincia ad essere troppo fastidiosa.

I consumi? Direi buoni anche spremendola: con il pieno non sono mai sceso sotto i 210 km. Ma andando in autostrada a velocità “regolari” ho anche superato i 300 km!
Per concludere, senza esitare ulteriormente, posso consigliare la Tiger a tutti coloro che vogliono una moto totale, che vada bene per tutti i giorni come per andare a Capo Nord, caricandola per bene!!

….morale della favola? Avevo preso una moto con l’idea di farci qualche “girata” e poi magari rimpiazzarla in fretta e invece con lei ho già attraversato mezza Europa e fatto due tagliandi. E più la guido e la guardo e meno mi viene voglia di venderla!

Stelvio Ferrara - Istruttore Guida sicura su Strada

GSSS Team

 

C&T N°6

CURVE&TORNANTI n°6 – Colline Toscana e Isola d'Elba: indicazioni e suggerimenti per dondolarsi in motocicletta su e giù dalle Colline Toscane e fra il mare&monti dell'Isola d'Elba.

Testi: Gianni Giorgi – Illustrazioni Carlo Cianferoni

128 pag., 10x15 cm, 10 euro.

Qualche paragrafo per completare il  viaggio iniziato con C&T n°1 Appennino Tosco Romagnolo e C&T n°2 – Appennino Tosco Emiliano, a partire da Bocca Serriola e Bocca Trabaria, per poi raccontare tutto ciò che una strada asfaltata è capace di combinare se coniugata con la bellezza della campagna Toscana. Sono le splendide curve delle colline senesi, tra via Cassia e Strada Lauretana, le pieghe tra Colline Metallifere e Alta Maremma, dove la regina è la Strada Massetana, con la sovrastante sorpresa delle curve del Monte Amiata.

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APPENNINO TOSCO-EMILIANO

Da Bologna al Mar Tirreno alla scoperta delle curve e dei sapori dell'Appennino Tosco-Emiliano

L’Intento del viaggio è attraversare l'Appennino Tosco Emiliano a cavallo di valichi belli quanto famosi. Come cornice la natura incontaminata e gli ambienti sinceri dell'Appennino, bandiera di un’Italia minore che minore non è, tra borghi suggestivi e una gastronomia sempre sorprendente, col plus esclusivo del guidare insieme agli Istruttori di Guida Sicura su Strada della scuola GSSS. Durante ogni giornata non mancheranno le soste per degustare i prodotti tipici delle zone attraversate, alla scoperta di sapori autentici e di presidi Slow Food impegnati nella difesa e tutela del territorio.

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KAWASAKI ER6N

Vendo Kawasaki ER6N

Anno 2007

Km 13.000

 

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