Innanzitutto una premessa: devo dire di essere stato proprio fortunato a poter essere il tester di questa splendida opera d’arte solamente dopo la prova del ben più famoso Alan Cathcart!! Devo ringraziare Roberto Crepaldi, il patron della CR&S, con il quale ero d'accordo nel dargli una mano per percorrere un pò di chilometri con le prime tre Duu pronte ad essere immatricolate per circolare sulle strade aperte al traffico.
Fino ad allora non avevo mai avuto sotto al sedere questa favolosa creatura ma solo la sorella più piccola, ovvero la Vun; a sottolineare la loro provenienza prettamente milanese, l’azienda si è da poco spostata a Cusago, comune della periferia milanese. I due nomi vogliono proprio far capire che la prima, la Vun, è la numero uno, monocilindrica ed esclusivamente monoposto, mentre la seconda, la Duu, ha due come due cilindri come eventualmente due posti, anche se la due posti viene meglio identificata con la targhetta laterale che riporta la scritta "Con La Tusa" , ovvero per la passeggera.
Sono stati giorni perfetti da un punto di vista climatico e che, essendo ancora piena estate, mettevano sicuramente alla prova le temperature raggiunte dal motore. 
Il percorso del primo giorno, durante il quale ho assaggiato l’esemplare di base, ovvero il modello di partenza senza nessun accessorio a parte il fatto di essere biposto e quindi con la targhetta laterale, è stato partendo dall’azienda in direzione Liguria, attraversando i colli piacentini e quindi l’Appennino ligure per raggiungere Levanto. La moto con tutta la sua possenza è risultata comunque molto guidabile anche sul misto stretto ed ho potuto apprezzare l’erogazione di questo bicilindrico di 1915cc che è veramente spassoso e molto morbido, non è una potenza di quelle esuberanti da super naked ma ha comunque una spinta inimmaginabile già dai 1500 giri. Al primo impatto posso dire che la posizione di guida mi ricorda tanto quella che si assume su una Ducati Monster, con il busto leggermente caricato in avanti, mentre la seduta, anche se non sembrerebbe, l’ho trovata comoda anche dopo i 600km percorsi nella prima giornata.
Dimenticavo, il motore è sempre lo stesso ma il cliente può decidere di adottare un cambio a cinque o sei rapporti, naturalmente con una piccola differenza economica e non cambia solo il fatto di avere una marcia in più ma tutte le rapportature vengono modificate in base alla tipologia del cambio. Per i miei gusti, ho trovato sicuramente più adatto il cambio a cinque rapporti per chi non ne vuol fare un uso sportivo ma più cruiser, mentre invece col cambio a sei rapporti ci si diverte di più a trovare la giusta marcia nei percorsi curvilinei. Pensate che in autostrada ad un regime di 1500 giri nella marcia più alta sia sul cambio a cinque che su quello a sei rapporti si viaggia a 110 chilometri orari ed a 2500 giri siamo già a 150 chilometri orari! La moto è molto stabile a tutte le andature sia su percorsi misti che autostradali, caratteristica che ho potuto apprezzare proprio il primo giorno in quanto per l’andata a Levanto mi sono goduto tutta strada normale, mentre per il ritorno ho scelto l'autostrada.
Il secondo giorno ho cavalcato l'esemplare nero della Duu, ovvero quella con look più accattivante, cerchi e sistemi frenanti di categoria più fina, anche se devo dire che già con l’impianto frenante Brembo equipaggiato sulla base si ottengono ottimi risultati di frenata. Altre caratteristiche che differenziano dalla versione base sono il radiatore dell’olio fresato e la verniciatura, che è prprio ciò che le fa assumere l’estetica così racing. A differenza del modello base, inoltre, la nera nasce monoposto e con il cambio a sei marce. Con questa versione ho percorso circa 400km costeggiando tutto il lago di Como, prima percorrendo la parte bassa di Bellagio ed al pomeriggio salendo su da Lecco fino a Colico e scendendo giù da Menaggio. Anche lei si è comportata benissimo, non sembrerebbe ma anche in mezzo alle code di macchine che ho trovato sul lungo lago si muoveva con estrema agilità.
Il terzo giorno è stata la volta della gialla, ovvero il modello “Con La Tusa” , ma io purtroppo.... l'ho provata da solo! Anche per questa versione, cambio sempre a sei rapporti con dei particolari estetici e di sistema frenante ancora differenti dalle altre due: bellissimo il copri-tappo del serbatoio definito modello Aston Martin, come potete vedere dalle foto. Il percorso che ho affrontato ha ricalcato quello svolto nel terzo giorno dell’Italian Legendary Tour di Dainese, ovvero da Arona sono salito al Mottarone per proseguire fino al lago d’Orta e alla panoramica Zegna, una volta sceso giù a Biella sono rientrato poi in azienda con circa 450km sotto le ruote. Devo dire che dopo aver passato tre giorni a cavallo di quest’opera d’arte posso ritenermi
veramente fortunato in quanto non penso di riuscire un giorno ad esserne un felice proprietario, anche se il modello base parte da una cifra che oggigiorno possiamo dire che sia nella norma delle maxi moto ma che sicuramente non può essere paragonabile ad altre moto sulla base solamente del prezzo. La Duu è veramente un oggetto per cultori delle due ruote e non solo: per come sono fatto io la utilizzerei tutti i giorni, quando invece c’è gente che la prende solo ed esclusivamente per mettersela in salotto o in studio ed è disposta ad attendere anche due anni prima che gliela consegnino!
Rodolfo Giulietti
Istruttore di Guida Sicura su Strada - GSSS Team
CURVE&TORNANTI n°6 – Colline Toscana e Isola d'Elba: indicazioni e suggerimenti per dondolarsi in motocicletta su e giù dalle Colline Toscane e fra il mare&monti dell'Isola d'Elba.
Testi: Gianni Giorgi – Illustrazioni Carlo Cianferoni
128 pag., 10x15 cm, 10 euro.
Qualche paragrafo per completare il viaggio iniziato con C&T n°1 Appennino Tosco Romagnolo e C&T n°2 – Appennino Tosco Emiliano, a partire da Bocca Serriola e Bocca Trabaria, per poi raccontare tutto ciò che una strada asfaltata è capace di combinare se coniugata con la bellezza della campagna Toscana. Sono le splendide curve delle colline senesi, tra via Cassia e Strada Lauretana, le pieghe tra Colline Metallifere e Alta Maremma, dove la regina è la Strada Massetana, con la sovrastante sorpresa delle curve del Monte Amiata.
Leggi tutto...Da Bologna al Mar Tirreno alla scoperta delle curve e dei sapori dell'Appennino Tosco-Emiliano
L’Intento del viaggio è attraversare l'Appennino Tosco Emiliano a cavallo di valichi belli quanto famosi. Come cornice la natura incontaminata e gli ambienti sinceri dell'Appennino, bandiera di un’Italia minore che minore non è, tra borghi suggestivi e una gastronomia sempre sorprendente, col plus esclusivo del guidare insieme agli Istruttori di Guida Sicura su Strada della scuola GSSS. Durante ogni giornata non mancheranno le soste per degustare i prodotti tipici delle zone attraversate, alla scoperta di sapori autentici e di presidi Slow Food impegnati nella difesa e tutela del territorio.
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