FazerONA vs FazerOTTA.. Duello di famiglia! Da ormai molti anni felicissimo possessore di una FZS 1000 1° serie, della quale mi ritengo soddisfatto oltre ogni aspettativa, e con la quale ho fatto veramente TUTTO (dai tour stracarico di bagagli alle sparate in collina, dalla pista al traffico cittadino) l'ho messa a confronto con la FZ8 Fazer, provando quella che considero un po' la "nipotina" della mia che ormai ha passato i dieci anni.
Come quando si cambia fidanzata, il paragone con la precedente scatta automaticamente. Quindi ho provato ad immaginare un duello virtuale tra le due, "nonna" contro "nipote" della stessa famiglia, per capire cosa si siano inventati ad Iwata in dieci anni per migliorare una moto che secondo me era già ottima. Che il duello abbia inizio!
Primo approccio. Guardandola da ferma non mi emoziona come la mia, che nonostante l'età esprime ancora molta "sensualità" con le sue curve (e spigoli) dove servono! Sarà forse il fascino dell'esperienza? Linee tipiche da jap, pulite, ma non brillano di personalità. Forse colpa di quel cupolino, leggermente più curato della 600 ma molto più anonimo della 1000. Sembra enorme, forse perché bianco, ma devo ammettere che protegge benissimo dal vento, e quindi dal freddo e dall'acqua. Personalmente la versione scarenata mi affascina molto di più, anche rispetto all'FZ1. Il serbatoio ha una bella linea ma è un po' grosso; sulla mia è più affusolato, immagino il motivo risieda nell'airbox da "nascondere". Lo scarico, veramente bello (no, non ho bevuto) è Akrapovic!! Meno male.. la visione di quello di serie non l'avrei sopportata. Non so chi l'abbia progettato (e se ancora lavora in Yamaha), ma quando ha disegnato una simile "marmitta" i rivenditori di scarichi aftermarket avranno senz'altro brindato.. La parte secondo me più bella è il codino (o meglio "culino" per i più romantici), sicuramente non è lo stesso designer dello scarico! Ha un'ottima linea, azzeccata ed essenziale, anche se la prima cosa da fare è sostituire subito il portatarga con uno di dimensioni più umane, cambierebbe tutta la fisionomia della moto. Un bel disegno anche per il forcellone. Il giudizio generale, quindi, direi più che buono, e con un po' di "trucco" acquista forma e grinta.
In sella. La posizione di guida non è sportiva ma neanche troppo turistica. Il manubrio offre comodità anche se la sensazione è di essere protesi in avanti caricando molto la moto sull'anteriore. Il serbatoio costringe a tenere le gambe più aperte del normale, ma la posizione delle pedane è meno stancante rispetto alla Fazerona; la sella è larga, un po' piatta e comoda, ha un cruscotto completo e ben leggibile. Anche qui, come prima sensazione non mi convince tanto da preferirla alla mia, ma prima di giudicare meglio guidare..
Turismo. Ad andature turistiche si percepisce ancor di più la comodità. Il motore gira tranquillo, non si avvertono particolari vibrazioni e la guida è fluida: direi che se la cava benissimo! Qui forse la mia Fazerona pecca in comfort, vibrazioni e protezione dal vento. Allegro. Quando il gioco si fa duro... appaiono i primi "difettucci"... L'erogazione è molto dolce e progressiva, e se nella guida turistica si apprezzano le doti di fluidità e docilità, quando le danze si fanno più decise si vorrebbe un po' di più. Per far cantare questo 800 occorre tirarlo oltre 7000 giri, trovandosi però a velocità da arresto! C'è da dire però che il sound della "Akra" dopo tale regime è davvero una goduria.. Chissà come suonerebbe senza db killer?! I rapporti molto lunghi soffocano un po' il motore, che non riesce ad esprimere al meglio la coppia e i cavalli che comunque possiede: due o tre denti in più sulla corona darebbero molto più brio a questa moto, esaltando sie le doti del motore che l'ego del pilota! Qui preferisco la "millona", in quanto i 40 cv in più uniti ai carburatori, permettono di avere un'erogazione dolce ma decisa ai bassi, ed esaltante agli alti.. con quel tocco romantico che solo i carburatori sanno dare ..sigh!!
Si percepisce la bontà della ciclistica, anche dai piolini delle pedane grattati da chi l'ha usata prima di me.. Comunque direi che il pacchetto telaio-motore è ben equilibrato: non velocissima nei cambi di direzione ma comunque stabile e sicura quando siamo in piega. Peccato per le sospensioni, secondo me sono il punto debole di questa moto: sui tragitti casa-lavoro o casa-vacanza offrono comfort copiando ogni piccola asperità, ma quando si alza il ritmo non riescono a stare al passo con telaio e motore e sono davvero in affanno. Qui un bel kit after-market, oltre che contribuire a personalizzarla è più che mai necessario, e offrirà un buon livello di sicurezza-divertimento a questa moto.I freni sono molto potenti, ma non troppo modulabili. Mordono il disco con la minima pressione della leva, ma serve un po' di sensibilità (o mestiere) per non rischiare di esagerare nelle staccate un po' più allegre. A proposito di staccate, la sella leggermente in discesa fa scivolare in avanti, obbligando ad abbracciare con le gambe il serbatoio che però, essendo largo, non facilita molto la presa. Difetto non presente sulla vecchia mille, la quale si difende ancora molto bene un po' in tutte le situazioni descritte sopra, e dove ad un telaio più vecchio e meno performante sopperisce con sospensioni di serie leggermente migliori. Complessivamente, data l'età del progetto direi che la nuova Fazer 800 è migliore della mia FZS 1000, ma il distacco non è poi abissale.
Passeggero. La zavorrina apprezza moltissimo la dolcezza nell'erogazione, in quanto il dislivello tra la sella posteriore e quella del pilota, unita alla mancanza di coda, trasmettono quella sensazione di sentirsi sospesi nel vuoto, difetto di molte naked moderne.. Se fosse più brusca nelle reazioni, sicuramente questa sensazione aumenterebbe notevolmente. La sella posteriore, comoda (ma meno della mia), fa si che ad ogni frenata più decisa il passeggero scenda verso il pilota, costringendo ad usare molto gli addominali e le gambe per puntarsi.. ottima palestra!!
Alla fine. In generale è una moto curata nei dettagli, versatile, equilibrata, che non ha una forte personalità ma che esegue egregiamente qualunque compito. Direi che ha un carattere più simile ad una "secchiona" piuttosto che ad una "teppista". Dopo averla provata ti accorgi che non ha particolari difetti e che nasconde molti più pregi di quelli che riesce a mostrare. Potente ma non esagerata, facile ma non banale, si adatta bene sia al neofita che al motociclista esigente, al viaggiatore e al patito della prestazione della domenica. Non so se la cambierei con la mia amata Fazerona, per molti motivi, ma se non avessi la mia, sicuramente preferirei questa alla FZ1, poiché è una moto molto più sfruttabile (dove ci vai con 160cv?!) e anche se la differenza di prezzo tra le due è poca, la investirei per personalizzarmi a dovere questa 800 con le modifiche di cui parlavo prima: credo che ne uscirebbe fuori una moto bella, divertente, grintosa e forse un giorno anche più vendibile rispetto ad una mille.. Voi che ne dite?
Daniele Bargellini
Amministratore Gruppo Facebook "Amici di GSSS"
CURVE&TORNANTI n°6 – Colline Toscana e Isola d'Elba: indicazioni e suggerimenti per dondolarsi in motocicletta su e giù dalle Colline Toscane e fra il mare&monti dell'Isola d'Elba.
Testi: Gianni Giorgi – Illustrazioni Carlo Cianferoni
128 pag., 10x15 cm, 10 euro.
Qualche paragrafo per completare il viaggio iniziato con C&T n°1 Appennino Tosco Romagnolo e C&T n°2 – Appennino Tosco Emiliano, a partire da Bocca Serriola e Bocca Trabaria, per poi raccontare tutto ciò che una strada asfaltata è capace di combinare se coniugata con la bellezza della campagna Toscana. Sono le splendide curve delle colline senesi, tra via Cassia e Strada Lauretana, le pieghe tra Colline Metallifere e Alta Maremma, dove la regina è la Strada Massetana, con la sovrastante sorpresa delle curve del Monte Amiata.
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Leggi tutto...2.2 Turbodiesel Common Rail 140 cv
5 posti, omologato autocarro e gancio traino
Uniproprietario, immatricolato novembre 2004
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